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Nel corso degli ultimi anni il sistema pensionistico in Italia ha subito, diverse riforme, tutte finalizzate a contenere la spesa pensionistica e garantire la sostenibilità.
L’ultima riforma introdotta dal governo Prodi rappresenta una vera rivoluzione nella storia della previdenza italiana incentrata sullo sviluppo di un sistema pensionistico strutturato in due parti:
1. previdenza obbligatoria
2. evidenza complementare
La previdenza obbligatoria, erogata da enti quali Inps, Inpdap, Casse professionali serve ad assicurare la pensione di base.
La previdenza complementare, ormai indispensabile per integrare le prestazioni erogate.
La riforma della previdenza complementare attuata con il decreto legislativo n.252/2005 interessa tutti i lavoratori dipendenti del settore privato e i lavoratori autonomi.

Cosa è il TFR?

Il trattamento di fine rapporto (anche conosciuto come “liquidazione”) è la somma che viene corrisposta dal datore di lavoro al lavoratore al termine del rapporto di lavoro dipendente.
Il TFR si determina accantonando per ciascun anno di lavoro una quota pari al 6,91 % della retribuzione lorda. La retribuzione utile per il calcolo del TFR comprende tutte le voci retributive corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, salvo diversa previsione dei contratti collettivi. Gli importi accantonati sono rivalutati, al 31 dicembre di ogni anno, con l'applicazione di un tasso costituito dall'1,5% in misura fissa e dal 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo Istat.
Al momento della liquidazione, il TFR è tassato, in linea generale, con l’applicazione dell’aliquota IRPEF media del lavoratore nell’anno in cui è percepito. Per la parte di TFR che si riferisce agli anni di lavoro decorrenti dal 1° gennaio 2001, l’amministrazione finanziaria provvede poi a riliquidare l’imposta, applicando l’aliquota media di tassazione del lavoratore degli ultimi 5 anni. (fonte tfr.gov.it)

  Tfr & Fondi Pensione
Forme pensionistiche complementari
Forme pensionistiche complementari
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